E’
un film di genere drammatico, prodotto nel 2011 da Egitto, Italia, Francia e
Libano, la regia è di Nadine Labaki, è
il suo secondo film dopo “Caramel”.
In
un paese perduto in mezzo alle montagne convivono pacificamente i musulmani e
cristiani, ma quando arrivano notizie dalle città, scoppiano dei conflitti tra
le due religioni del tipo le pecore nella moschea,il
sangue nella santiera… le donne
dovranno trovare una soluzione per la pace del paese.
Il
film è drammatico in più punti, le parti cantate non sono molto comprensibili
per la mancanza di sottotitoli, i personaggi sono abbastanza sviluppati tranne
per alcuni che appaiono in poche sequenze e sono neutrali, per un piccola sequenza si può anche scatenare la guerra e
questo è un fattore di suspance, Sicuramente è un film dai mille
significati nascosti che per capirli appieno bisognerebbe rivederlo più volte. Il primo di questi è la convivenza di religioni diverse. Per
essere apprezzato bisogna capirlo bene e non fermarsi al superficiale delle
scene.
Ci sono molte battute umoristiche le quali rendono il film più seguibile e meno pesante, i dialoghi sono perlopiù tra le donne
Ci sono molte battute umoristiche le quali rendono il film più seguibile e meno pesante, i dialoghi sono perlopiù tra le donne
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