Cari ragazzuoli prossimi gitanti,
come preannunciato, vorrei cominciare a farvi scoprire la
città che ci ospiterà prossimamente per 2 giorni: Torino!
Qualcuno di voi già sta storcendo il naso pensando a
noiosissime mostre o vecchi palazzi (ci saranno anche questi, no problem!), ma
vorrei, come l'anno scorso per Firenze, che alzaste la testa mentre giriamo per
la città e riusciate a coglierne a pieno il fascino. Torino, come BEN sapete, è
stata capitale d'Italia e proprio questo suo aspetto andremo ad approfondire,
ma Torino non è solo questo...
E' una città ricca di storia, di fondazione romana, ma
affascina letteralmente perché...è considerata tra le città più magiche
d'Europa. Non "magica" nel senso che è bella, ma MAGICA nel senso
vero e proprio: capitale della magia, città misteriosa ed "oscura"...perché
non dare un'occhiata anche a questo aspetto, mentre passeggerete per le sue
vie?
Perché non cominciare proprio dal nome? Spiegazione
ufficiale: la città fu chiamata "Augusta Taurinorum" (="città
grande dei Taurini") dai romani, perché la zona era appunto abitata dalla
popolazione dei Taurini che si chiamavano così...perché? Perché pare che taur (o thor) nella lingua indoeuropea significasse monte, e infatti la zona ne è ricca.
Ma noi non ci accontentiamo delle spiegazioni ufficiali e
raccontiamo la leggenda legata al nome di Torino (perciò si chiama leggenda eponima, cioè leggenda che dà il nome):
"C’era una volta un gran serpente di non so
quante teste, che abitava nei boschi dei dintorni di Torino ed era il terror
dei viandanti e la desolazione dei cittadini, poiché tanti acchiappati
altrettanti divorati.
I torinesi sbigottiti non osavano affrontare il terribile ammaliatore: perché è necessario sapere che il mostro, appena affisava un cotale, il meschinetto era spacciato; se invece il viandante fosse stato il primo a mirar la brutta bestiaccia, questa perdeva tutta la sua potenza e ferocia; insomma la vecchia fiaba del basilisco.
La gran disgrazia: nessuno arrivava mai ad ammaliare il serpente.
Però in città c’era un gran toro, dove e chi lo mantenesse ed a che, non importa sapere.
Spinto il cornuto quadrupede contro il mostruoso divoratore d’uomini, a forza di cornate lo uccise e liberò la città, ove fu ricevuto con grandi feste, e per riconoscenza lo si inchiodò nello stemma."
I torinesi sbigottiti non osavano affrontare il terribile ammaliatore: perché è necessario sapere che il mostro, appena affisava un cotale, il meschinetto era spacciato; se invece il viandante fosse stato il primo a mirar la brutta bestiaccia, questa perdeva tutta la sua potenza e ferocia; insomma la vecchia fiaba del basilisco.
La gran disgrazia: nessuno arrivava mai ad ammaliare il serpente.
Però in città c’era un gran toro, dove e chi lo mantenesse ed a che, non importa sapere.
Spinto il cornuto quadrupede contro il mostruoso divoratore d’uomini, a forza di cornate lo uccise e liberò la città, ove fu ricevuto con grandi feste, e per riconoscenza lo si inchiodò nello stemma."
Questa versione
la trovate nell'Almanacco di Torino del 1881, scritta da Ghirardi. Ecco perché
quasi tutti pensano che Torino voglia dire taurino
oppure piccolo toro e, infatti, qual
è il simbolo della squadra di calcio del Torino? Ma guarda un po'...
Ok, per questa
volta siamo andati sul leggero, ma cominceremo nel prossimo
"appuntamento" a entrare nella magia di Torino.
ma prof,ci andremo all'hard rock? almeno quest'anno,è l'ultimo:(( mi dileguo,vado a fare i compiti! aaaddiooo.
RispondiElimina-merssi
ecco brava, dileguati! Non voglio sentir parlare nè di hotel nè di Hard Rock Cafè. Punto.
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