Giovedì termineremo la trattazione della seconda rivoluzione industriale (ci manca una paginetta!), intanto vi lascio i link dei filmati visti questa mattina. Il film di Charlie Chaplin del 1936 si chiama "Tempi moderni" e ha una scena famosissima, che purtroppo stamattina non si riusciva a vedere su Youtube, quella in cui il povero protagonista viene "risucchiato" dalla catena di montaggio negli ingranaggi e lì continua a stringere bulloni, fino a quando viene "risputato" fuori. Ovviamente fa ridere ma è tutta una metafora: i mezzi di produzione, da metà '800 in poi, sono sicuramente cambiati, ma non la sostanza: gli uomini vengono impiegati come macchine, rischiando di venire travolti e schiacciati dalla nosra società "di massa", che porta spesso ad accettare le stesse cose, a compiere gli stessi atti, a desiderare gli stessi oggetti. Che ne pensate? E' così oppure qualcosa è cambiato? Voi riscontrate nella vostra esperienza qualcosa i simile?
Tempi moderni: l'ingranaggio
L'altro filmato è uno sketch di Giorgio Gaber, che ha più volte riproposto, sia in tv che a teatro. Stamattina abbiamo visto una versione "antica" del 1969, qui provo a mettervi una versione leggermente più recente e spero riusciate a sentire meglio ciò che dice. Per la cronaca, Baggio è un quartiere industriale di Milano; la ranella è una rondella. "Con quei tic non rende niente!"
Il Tic
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